Il banco vince sempre? La lotta infinita contro i Bookmaker

Il banco vince sempre? La lotta infinita contro i Bookmaker

 

Sfruttare gli errori dei bookmaker: la strada per il successo

 

Sii sincero, quando pensi ai bookmaker, qual è la prima sensazione che provi?

 

Sono piuttosto sicuro che pensi delle cose non molto carine, per usare un eufemismo.

 

Questo perché il bookmaker è colui che ci frega tutti i soldi, colui che gioca sporco, colui che ci vuole derubare!

 

Ma è corretto pensare tutto questo?

 

Non è che magari la verità è che siamo noi a fare in modo che si prendano i nostri soldi? O magari che sia colpa nostra se non siamo in grado di sfruttare gli errori dei bookmaker?

 

Sarò sincero, in Italia siamo davvero messi male. Per come stanno le cose a livello burocratico, siamo molto, ma molto limitati. Ad esempio, non possiamo scegliere di fare le nostre scommesse su bookmaker esteri. Questo porta con sé una serie di problemi:

  1. siamo costretti a sottostare a dei tassi di commissione elevati
  2. ormai da tempo, non c'è più possibilità alcuna di scovare le sure-bet
  3. se riusciamo ad essere tra quei pochi che vincono, prima o poi corriamo il rischio che il conto ci venga ghiacciato, senza poter controbattere

 

E che cavolo... che quadro drammatico...

 

Io invece sai cosa penso? Che il vero aspetto drammatico deriva dal modo in cui lo scommettitore medio non sfrutta l'arma fondamentale che ha a sua disposizione, anzi la ignora assolutamente!

 

Di cosa sto parlando? Della prima cosa che dovremmo avere a mente quando parliamo di bookmaker: operano in un regime di concorrenza.

 

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Sfruttare la concorrenza dei bookmaker

 

Pensaci un attimo, il vero dramma sarebbe avere un unico bookmaker che fa il bello e il cattivo tempo, dettando le quote e le commissioni che vuole. Insomma, un po' quello che accadeva con le compagnie aeree fino a qualche anno fa.

 

Ma la realtà è un'altra.

 

Abbiamo la possibilità di aprirci decine e decine di conti diversi senza alcun problema ed alcun costo, con l'enorme beneficio di:

  1. assicurarci sempre le quote migliori sul mercato
  2. estendere al massimo le nostre scommesse su qualsiasi campionato o competizione (soprattutto in quelli dove il bookmaker ha poche informazioni)
  3. pagare i tassi di commissione più bassi sul mercato
  4. usufruire di tutti i bonus disponibili in fase di apertura del conto e di conseguenza, partire da un budget iniziale maggiore rispetto a quello realmente investito
  5. ma soprattutto, sfruttare gli errori dei bookmaker quando pubblicano quote sbagliate che offrono molto  valore

 

Credi che puntare sulla quota 1,9 invece che sulla quota 1,92 sia la stessa cosa?

 

Probabilmente penserai che se punti 10 euro, in un caso ne vinci 9 e nell'altro ne vinci 9,20. Quindi mi dirai: ma tutto sto casino per 20 centesimi in più?

 

Niente di più sbagliato!

 

Questo perché come al solito si tende a pensare e a valutare il momento. Invece, come dovresti aver imparato, è il lungo periodo che ci dirà la verità.

 

Moltiplica quei punti percentuali in più per 300-400 singole all'anno per n anni e vedrai che anche solo quella lievissima differenza, si farà sentire pesantemente.

 

Comprendere il concetto di commissione

 

Chi si avvicina alle scommesse o in generale i poco esperti, nutrono la convinzione che i bookmaker ci permettono di fare scommesse gratuitamente, senza pagare alcuna commissione, se non l'importo che realmente andiamo a puntare.

 

In realtà, le cose non stanno esattamente così.

 

Se è vero che in fase di apertura di un conto, non paghiamo nessuna quota di iscrizione, è anche vero che ogni volta che facciamo una scommessa, paghiamo la relativa commissione. La differenza sta nel fatto che la paghiamo in maniera implicita, mascherata e apparentemente inesistente.

 

Ma la verità è che in caso di vincita, ti viene trattenuta una parte che può variare dal 2% fino al 20%.

 

Esatto, tu paghi sempre un aggio di quell'entità sul tuo importo scommesso.

 

Non lo sapevi? Non te lo aveva mai detto nessuno? Male...

 

Se fai attenzione, ti sarà capitato di vedere accanto ad ogni scommessa un valore percentuale che oscilla tra il 102% e il 120%.

 

Quel numero è calcolato mediante la probabilità implicita delle varie quote su un determinato evento, più l'aggio ovviamente.

 

Ok traduco con un esempio reale!

 

Immagina il solito over2.5 quotato a 2, per cui il bookmaker ci sta dicendo che secondo lui l'evento si verificherà al 50%.

 

Di regola, dovremmo attenderci che anche l'under 2.5 della stessa partita sia quotato a 2, in modo da ottenere il 100% di probabilità.

 

E invece, come ben saprai, non sarà mai così. Se siamo davvero fortunati, avremo un under2.5 quotato a 1,92.

 

In questo caso avremo quindi:

  1. over 2.5, quota 2= probabilità al 50%
  2. under 2.5, quota 1,92= probabilità al 52%

 

Oh cavolo... ma non è possibile, la somma delle due probabilità mi deve dare 100, non può darmi 102!

 

E invece è così, quel 2% corrisponde proprio all'aggio, o come preferisco chiamarlo io, alla commissione. In altre parole, qualora tu vincessi la tua scommessa, il bookmaker sta trattenendo il 2% della tua vincita.

 

Ora penserai: 'ma quando vinco il bookmaker non mi trattiene proprio niente!'.

 

Ed è qui che ti sbagli, in realtà lui ti offre a monte una quota minorata del 2% rispetto a quella reale. In altre parole, nel lungo periodo riuscirà a fare margine anche se gli scommettitori sono tutti dei fenomeni.

 

Ovviamente questo discorso vale per le vincite, perché nel caso delle sconfitte, i soldi ti vengono tolti al 100%!

 

Ma il banco vince sempre?

 

Ecco svelato il motivo principale per cui molti esperti di finanza o di trading (che non operano con le scommesse) definiscono il betting un'attività non equa e non profittevole.

 

Avrai sicuramente sentito molte volte la famosa frase: 'il banco vince sempre'.

 

Io invece la vedo diversamente: se facciamo un bonifico, la nostra banca ci fa pagare una commissione, se dobbiamo parcheggiare in pieno centro, dobbiamo pagare il grattino. Insomma se il bookmaker si assume dei rischi e ci dà la possibilità di scommettere contro di lui, pagare una commissione fa parte del gioco, ovviamente nessuno fa beneficenza.

 

Il vero problema è accettare di pagare commissioni esagerate. Ecco perché è fondamentale prendere le opportune contromisure. E' fondamentale avere a disposizione molti conti e sfruttare gli errori dei bookmaker scegliendo sempre quello che ci offre la quota più elevata.

 

Solo in questo modo, siamo in grado di avvicinarci ad un gioco il più equo possibile e nello stesso tempo a delle commissioni il più basse possibili. Tutto questo ovviamente si traduce in un sensibile aumento dei nostri profitti.

 

Le multiple? Il miglior modo per pagare commissioni mostruose

 

Come sai, uno dei comandamenti di ogni scommettitore professionista è quello di giocare sempre in singola ed evitare come la peste le multiple.

 

Oltre al discorso matematico, legato alle probabilità infinitesimali, la multipla nasconde anche un grandissimo problema che nessuno considera.

 

Così come ti permette di moltiplicare il valore delle singole quote, devi sapere che allo stesso modo, la multipla moltiplica i tassi di commissione che pagherai.

 

Ogni volta che fai una multipla e magari riesci a vincere, sappi che stai ricevendo molto meno rispetto a quello che avresti dovuto ricevere. Ovviamente, questo gap negativo nel lungo periodo ti porterà a perdere ancora più soldi.

 

E' fondamentale che tu capisca che se decidi di fare multiple, decidi di sottostare alle quote che il singolo bookmaker ti sta imponendo, perché ovviamente non puoi fare una multipla su più bookmaker!

 

Stai accettando il suo monopolio!

 

Te lo spiego con il solito esempio che apparentemente non c'entra nulla.

 

Immagina che devi andare a fare la spesa e devi comprare pane, latte e uova. Tu sai bene che andando in tre negozi diversi di fiducia riuscirai a spendere 10 euro, poiché ognuno vende un bene ad un prezzo inferiore. Ma sai anche che comprando tutti i tre beni da un singolo negozio ne dovrai spendere 15.

 

Tu da persona intelligente, cosa fai?

 

Vai nei tre negozi risparmiando 5 euro o vai in un solo e regali i tuoi soldi?

Io penso che sceglierai la prima strada. Moltiplica questa situazione per 365 giorni l’anno e renditi conto di che risparmio enorme potresti riuscire a fare.

 

Ecco con le scommesse è esattamente la stessa cosa! I tre negozi non sono altro che tre diversi bookmaker e pane, latte e uova i tuoi under/over, 1x2, ecc... (lo so, ho una grande fantasia 😀 )

 

Non sei convinto? Te lo dimostro con un esempio reale

 

Prendiamo in esame alcune partite scelte a caso dello scorso week-end, esattamente del giorno 18/03/2017 (dati provenienti dal mio software).

 

Facciamo finta che tu non possa fare a meno di fare multiple e ne fai una come questa:

 

quote serie a

 

Puoi notare con i tuoi occhi come facendo la stessa multipla (in un caso con un singolo bookmaker e nell'altro con le quote migliori), ci sia una spaventosa differenza del 30% sul tuo guadagno! Ecco cosa significa non sfruttare gli errori dei bookmaker!

 

N.B. Per formulare questo esempio ho deciso di utilizzare un bookmaker medio come BETCLIC, che non ritengo tra i peggiori. Anzi, spesso lo utilizzo perché a volte offre buone quote. Nonostante ciò, la distanza tra i due approcci è drammaticamente tangibile.

 

Per intenderci, quel 30% in teoria sarebbe tuo, ma in pratica lo hai devoluto in beneficenza a BETCLIC. Tutto questo dovrebbe farti aprire gli occhi al massimo e farti capire che:

  1. non devi assolutamente giocare in multipla, non solo per una questione matematica e di lungo periodo, ma anche e soprattutto per evitare di guadagnare molto meno di quanto ti spetterebbe
  2. facendo due calcoli, noterai come anche giocando quelle partite in singola, avresti avuto un guadagno sensibilmente inferiore. Di conseguenza, senza le quote migliori non potrai mai essere davvero un vincente

 

Come sfruttare gli errori dei Bookmaker

 

Ti ho convinto? Facciamo finta che sia così, però magari adesso hai altri futili blocchi mentali, ma che ai tuoi occhi appaiono insormontabili. La butto lì... potrebbero essere questi due:

  1. Ma quanto tempo e fatica ci vogliono per aprire tutti quei conti?
  2. Ma come faccio a gestirli tutti?

 

Sarò ripetitivo, però non posso che ancora una volta metterti in evidenza come viviamo in un'epoca nella quale abbiamo l’enorme fortuna di poter fare qualsiasi cosa stando col culo incollato alla sedia.

 

Credi che aprire una ventina di conti on-line sia faticoso e che non troverai mai la voglia o la forza di farlo?

 

Ti dico subito che io ho aperto circa 20 conti on-line nel giro di un pomeriggio ed è stato il pomeriggio meno faticoso della mia vita. Insomma, è gratis, lo fai da seduto, è fondamentale per avere successo, non hai davvero alcuna scusa per non agire!

 

Per il secondo aspetto, ti garantisco che anche in questo caso, abbiamo tutti i mezzi per poter gestire denaro on-line, trasferendolo da un conto all'altro e fare qualsiasi tipo di transazione.

 

La strategia migliore per sfruttare gli errori dei bookmaker

 

Ok, forse sono riuscito davvero a convincerti, ma ancora hai delle domande nella tua testa, del tipo:

  • si ok, giuro che mi apro 800.000 conti diversi... ma quali sono i migliori? su quali devo andare?
  • mi parli di trasferimenti di denaro on-line da un conto all'altro... ma esattamente che devo fare?

 

Immagino che al momento ti possa sembrare tutto un bel marasma, ma ti assicuro che può sembrare un casino solo all'inizio, poi diventa facile e anche divertente gestire conti e flussi di denaro.

 

Intanto voglio darti subito un'autentica bomba!

 

Un modo estremamente rapido per sfruttare i punti deboli dei bookmaker c'è e si chiama Matched Betting!

 

Di cosa si tratta? Ti dico solo che hai la possibilità di guadagnare oltre 1000 euro senza alcun rischio e in totale legalità!

 

Non mi credi? Vai subito a questa guida dove ti spiego tutto per filo e per segno e vedrai che avevo ragione!

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8 Risposta

  1. Salve
    Trovo l’argomento molto interessante è logico in quanto si basa sulla statistica, ma dagli esempi riportati di scommesse effettuate, quelle perse hanno un numero troppo elevato per garantire un guadagno sul lungo termine con quelle vinte.
    Cosa mi sfugge ?

    7 Maggio 2019
    Rispondi

    • Ciao Pietro,
      grazie per il tuo commento. Sinceramente non ho capito a quali esempi fai riferimento, se ti riferisci a quelle 5 partite riportate nell’articolo erano semplicemente degli esempi presi a caso. Se invece fai riferimento alle value bet di ieri elencate, devi considerare tre aspetti: il primo è che la quota media delle value bet da noi estratte è piuttosto alta (intorno a 4), quindi ti bastano il 30% di scommesse vincenti per fare un grosso profitto. Il secondo è che per ogni value bet non si investe uno stake fisso, ma ogni volta lo stake cambia perché è calcolato mediante il criterio di Kelly. Il terzo e più importante aspetto è dato dalla varianza: considerare solo le value bet piazzate in un singolo giorno non ha alcun senso. Il lungo periodo di cui parliamo si riferisce all’aver piazzato almeno 2000 value bet. Spero che questa guida possa chiarirti il tutto: https://professionalbettor.net/value-bet/investire-con-le-value-bet/

      7 Maggio 2019
      Rispondi

      • Ti ringrazio per la chiara risposta, in effetti mi sfuggivano alcuni particolari.
        Il sistema però giustamente richiede un numero di giocate elevate per eliminare o ridurre statisticamente la varianza. Quindi mi chiedo: quale badget è necessario per iniziare? Se è necessario o auspicabile raggiungere le 2000 operazioni, nei periodi di chiusura dei principali campionati, come si può ovviare alla necessità di raggiungere il fatidico numero, visto che scommettendo una media di 5 partite al giorno per 365 giorni, ci vuole un anno per raggiungere quel numero. Infine non sono riuscito a trovare nessuna indicazione in merito al costo di abbonamento del servizio. Grazie

        8 Maggio 2019
        Rispondi

        • La prima cosa che mi sento di specificarti è che investire nelle value bet richiede un’operatività meccanica e rapida: si investe se c’è valore, senza guardare altro. L’altra vera figata è che tutti i campionati minori o tutti i campionati estivi (fidati ce ne sono tanti) vanno benissimo, perché noi siamo guidati solo dal valore. Considera che anche perdendo un minuto per value bet e lavorando mezz’ora al giorno, ne potresti piazzare 30 o più e quindi eliminare la varianza in 2/3 mesi. Ci sono grandi investitori di value bet stranieri che ne piazzano oltre 100 al giorno (su youtube ci sono dei video) e hanno visto crescere il loro bankroll davvero in maniera esponenziale, proprio perché reinvestono i loro soldi con altissima frequenza. Per quanto riguarda il bankroll da cui partire, io consiglio 1000 euro di solito, per un semplice motivo tecnico: con le value bet si investe sempre massimo l’1% per value bet, che su 1000 euro sarebbero 10 euro. Però applicando il criterio di Kelly, potresti dover investire anche solo lo 0.2% che su questo bankroll corrisponde a 2 euro, cioè il limite minimo di solito imposto dai bookies, però ovviamente anche un bankroll più basso va bene per iniziare. Per quanto riguarda i prezzi dell’abbonamento, puoi semplicemente iscriverti e provare gratuitamente il nostro servizio per una settimana. Nell’area personale (gestione abbonamenti), troverai tutti gli abbonamenti disponibili e i vari prezzi: https://lab.professionalbettor.net/

          9 Maggio 2019
          Rispondi

          • Perfetto, grazie per l’esauriente risposta. A questo punto sono veramente curioso di testare il vostro sistema/software.
            Provvederò ad iscrivermi per averlo in prova gratuita per una settimana.
            Le istruzioni dettagliate per l’utilizzo corretto immagino saranno allegate a parte o sbaglio?
            Grazie

            9 Maggio 2019

          • Abbiamo inserito sia nel blog che nella piattaforma diversi link ai video-tutorial, articoli ecc. Comunque dovrebbe essere sufficiente guardare i video-tutorial presenti sulla nostra pagina youtube: https://www.youtube.com/channel/UCdu0Gwy1Uc9fkGCRyVnOIfw

            9 Maggio 2019

  2. Non ho capito come si stabiliscono le quote reali e in base a cosa si stabilisce la loro affidabilità.
    Ad esempio, qui https://professionalbettor.net/guadagnare-con-le-scommesse-1×2/ c’è un elenco di eventi con quota x del bookmaker e quota reale x-y (quindi con probabilità maggiore).
    Dato che il valore di una quota si determina anche in base alla quota reale, è importante capire il meccanismo.
    Grazie

    14 Maggio 2019
    Rispondi

    • Ciao,
      la domanda che ti poni è praticamente il centro di tutto. Per poter stabilire se una quota abbia valore è chiaro che bisogna sapere quale sia la sua quota reale. La domanda successiva è appunto come si fa a stabilire la quota reale? Per grandi linee ci sono due possibili approcci, il primo è quello di stabilire la quota reale da sé, quindi mediante l’analisi dei dati statistici e di tanti altri fattori, in pratica quello che fanno gli sharp bookmakers (che investono tantissime risorse nei loro algoritmi). Oppure c’è una seconda strada, sfruttare il loro enorme lavoro e stabilire la quota reale studiando il mercato e catturare eventuali quote di alcuni bookmaker che non si sono allineati e che quindi ci offrono una quota più elevata. In pratica è quello che fanno costantemente i nostri algoritmi di Professional Bettor Lab. Per chiarirti il tutto ti invito a leggere la nostra guida alle value bet che risponde proprio alla tua domanda: https://professionalbettor.net/value-bet/investire-con-le-value-bet/

      14 Maggio 2019
      Rispondi

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