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Value bet

 

Guadagnare con le scommesse è sicuramente l’obiettivo di tutti gli utenti che passano dal nostro blog e le value bet sono una delle armi principali a nostra disposizione.

 

Quindi il nostro focus è incentrato sul fornire più informazioni utili a chiunque voglia sapere quali siano le strategie che davvero possono permettere di guadagnare con le scommesse.

 

Ecco perché è fondamentale cominciare a parlarti di value bet, facendo una premessa su cosa non dovresti fare se vuoi guadagnare con le scommesse.

 

Scommesse o pronostici?

 

In Italia, ma un po’ in tutto il mondo, siamo abituati a sentir parlare di pronostici. Ma il pronostico in realtà che cosa è? Il pronostico non è altro che l’aspirazione di uno scommettitore o presunto tale, di indovinare l’esito di un evento.

 

Ma la realtà è un’altra. Gli unici in grado di fare pronostici con un’ottima accuratezza sono soltanto i bookmaker.

 

Perché dico che fanno pronostici? Dico questo perché il loro lavoro quotidiano è quello di quotare gli eventi. Per quotare gli eventi, non fanno altro che stimare la probabilità che si verifichi un determinato evento.

 

Una volta stimata questa probabilità, distribuiscono la loro commissione o detto anche aggio, sui vari esiti e trasformano questi numeri in quote.

 

Mediante questo processo, riescono ad avere un vantaggio matematico sugli scommettitori ed avere quindi i loro profitti costanti nel lungo periodo.

 

Nel momento in cui una persona qualunque cerca di fare un pronostico, non sta facendo altro che cercare di fare lo stesso lavoro del bookmaker.

 

Pensaci un attimo: lo scommettitore medio come si comporta? Individua una quota, guarda un po’ di statistiche e sulla base delle sue idee e delle informazioni che ha, decide se secondo lui quell’evento si verificherà.

 

In altre parole, non sta facendo altro che dare una sua probabilità che quell’evento si verifichi.

 

Pronostici scommesse: una guerra persa in partenza

 

Ma analizziamo meglio questa differenza:

  • – da un lato, abbiamo un bookmaker che è una grande azienda che dispone di persone estremamente qualificate, di software estremamente potenti e di canali informativi estremamente avanzati. Quindi ha tutto ciò che serve per essere in grado di fare delle stime con probabilità molto accurate.
  • – dall’altro lato, abbiamo lo scommettitore medio che invece non dispone di nulla di tutto ciò. E’ una sfida già persa in partenza. Il suo dare una probabilità non è altro che giocare alla lotteria. Soprattutto se pensiamo al fatto che lo scommettitore medio non solo cerca di fare un pronostico, ma unisce più pronostici insieme creando la cosiddetta schedina o multipla.

 

Voglio farti una domanda: perché i bookmakers offrono un bonus agli utenti che creano delle schedine con magari quattro o più eventi? Credi che per caso abbiano voglia di regalare soldi a qualcuno?

 

Sanno benissimo che andare a combinare più pronostici insieme aumenta ancora di più il loro guadagno, poiché la probabilità che tutti gli eventi si verifichino è quasi pari a 0.

 

Avendo profonda conoscenza e solide basi matematiche, si trovano addirittura nella posizione di poter offrire bonus per chi fa schedine a più eventi, senza avere mai timore di dover dare soldi agli scommettitori.

 

Sanno di essere matematicamente in vantaggio, anzi, maggiori sono le partite presenti in schedina, meglio è per loro.

 

Per lo scommettitore medio, questo tipo di incentivi rappresentano un ottimo affare, poiché per ignoranza o per mancanza di informazioni utili, non conosce i meccanismi dei bookmakers.

 

E quindi la conseguenza è che butterà soldi in schedine, facendo esattamente il gioco del bookmaker che invece ha le tasche sempre più gonfie.

 

Quote scommesse: il peso delle commissioni

 

Lo scommettitore professionista invece conosce benissimo tutti questi meccanismi e non li ignora assolutamente.

 

Infatti, non ha alcun interesse nel fare pronostici per un semplice motivo: sa che l’unico modo per guadagnare con le scommesse è quello di sfruttare le quote dei bookmakers per avere un vantaggio matematico.

 

Il bookmaker aggiunge alle quote e quindi alle probabilità stimate, una parte di aggio che rende quindi il gioco non equo.

 

Ciò significa, che se prendiamo una qualsiasi partita del palinsesto, vedremo che la somma delle probabilità non darà mai il 100%.

 

Te lo mostro subito con un esempio. Immaginiamo di osservare le quote del mercato 1×2 della partita Milan – Juventus, sul bookmaker Bet365. Le quote si presentano così:

  • – 1 a quota 4 -> probabilità implicita 25%
  • – x a quota 3.10 -> probabilità implicita 32%
  • – 2 a quota 2.1 -> probabilità implicita 48%

 

Se andiamo a sommare le tre probabilità, otteniamo 105%.

 

Ma come è possibile? I tre segni dovrebbero dare il 100%, cioè coprire tutte le possibilità.

 

Quindi come mai otteniamo un 105%? Ecco, quel 5% di maggiorazione costituisce l’aggio che il bookmaker applica alle quote.

 

In altre parole, lui è sicuro che offrendo queste quote, ha un vantaggio matematico del 5% sugli scommettitori, che alla lunga gli porterà dei guadagni matematici sicuri.

 

Con le value bet, il nostro obiettivo è esattamente quello di invertire la rotta e cioè di andare su quote per noi vantaggiose rispetto alla probabilità reale che l’evento si verifichi.

 

Quello che dobbiamo fare è sfruttare gli errori di valutazione dei bookmakers e questa volta avere noi una % di vantaggio matematico che ci darà profitto nel lungo periodo.

 

Value bet e quote scommesse

 

Immagino che l’argomento comincia ad essere interessante. Avere la possibilità di invertire la rotta e sfruttare a nostro vantaggio gli stessi meccanismi di guadagno di un bookmaker.

 

Ecco perché diventa fondamentale conoscere le scommesse e capire come funzionano le quote. Non solo come funzionano, ma soprattutto perché variano.

 

Tutto questo si basa su due aspetti estremamente importanti:

  • – i bookmakers operano in regime di concorrenza. Questo significa che non c’è un singolo bookmaker che ci impone le sue quote, ma abbiamo la possibilità di sfruttare sempre la quota più elevata. Considerando che i bookmakers sono davvero tanti e non sempre hanno quote simili, trovare quote davvero vantaggiose è assolutamente possibile.
  • – il secondo aspetto ed è anche quello più importante è che i bookmakers sono direttamente collegati a tutte le informazioni che riguardano i match che quotano. Mi spiego meglio: il bookmaker non può permettersi di quotare la vittoria della squadra di casa ad esempio a quota 2 e lasciarla fissa fino all’inizio del match. Il bookmaker è costretto ad offrire costantemente una quota che si avvicina il più possibile alla probabilità reale che l’evento si verifichi. Se non è bravo a fare questo, nonostante le sue commissioni, non riuscirà ad essere profittevole nel lungo periodo.

 

Dalle considerazioni appena fatte, un bravo bookmaker è quello che ha grande accuratezza nel definire la probabilità reale che l’evento si verifichi. Se è bravo a fare questo, allora sarà capace di  far fruttare le sue commissioni ed il suo vantaggio matematico.

 

Value bet: conoscere i bookmakers

 

In quest’ottica, la distinzione tra sharp bookmakers e soft bookmakers è doverosa.

 

I primi sono quelli che comandano il mercato, in quanto hanno risorse, persone e mezzi in grado di permettergli di definire con estrema accuratezza la probabilità di un evento.

 

Inoltre, cosa molto importante, hanno basse commissioni e si rivolgono agli scommettitori professionisti che immettono grandi capitali nel mercato.

 

I soft bookmakers sono invece quelli che non hanno le stesse risorse, ma soprattutto hanno un modello di business basato essenzialmente sull’offrire bonus e cercare di guadagnare sugli scommettitori sprovveduti. I classici scommettitori da multipla.

 

E’ fondamentale notare come il processo sia questo:

  1. – gli sharp conoscono sempre in anticipo le informazioni di un determinato match e quindi sanno quando affinare le loro quote, in salita o in discesa
  2. – i soft invece, non fanno altro che adeguarsi alle variazioni di quote degli sharp, solitamente con un ritardo anche di un’ora. Questo ritardo, fa sì che offrano delle quote vantaggiose per un lasso di tempo

 

Quanto appena spiegato, dovrebbe farti capire come i soft bookmakers vanno visti come l’anello debole del mercato. Quelli che commettono maggiormente errori poiché non sono in grado di stare al passo degli sharp.

 

Quindi molto spesso capita che offrono quote più elevate rispetto alla probabilità reale dell’evento.

 

Come giocano i professionisti delle scommesse

 

Ecco perché un professionista delle scommesse, si definisce tale poiché non perde tempo a cercare di fare pronostici e ad indovinare i risultati. Piuttosto, il suo obiettivo è quello di individuare quelle quote che offrono un vantaggio matematico rispetto alla probabilità reale.

 

Ha unicamente in mente il concetto di valore: ciò che gli permette quindi di avere un certo vantaggio sul bookmaker e che gli porterà un guadagno.

 

Questo discorso dovrebbe farti capire come il tuo obiettivo, da ora in poi, non dovrà più essere quello di fare pronostici, poiché questo tipo di approccio non ti porterà da nessuna parte.

 

Quello che invece dovrai fare sarà sfruttare le informazioni già elaborate da fonti affidabili ed usarle a tuo vantaggio.

 

Cosa significa? Che dobbiamo sfruttare i calcoli già fatti dai bookmakers più affidabili e cercare invece quei bookmaker, le cui quote ci offrono un vantaggio matematico.

 

Ma oltre la strategia, uno scommettitore professionista si può definire tale, se la sua testa ha il giusto focus. Quello di cui sto parlando è il mindset, cioè la capacità di avere costanza, dedizione e di non fare mai mosse sbagliate.

 

Se lo scommettitore si fa prendere dai raptus nei momenti negativi, allora vuol dire che non è un professionista perché non ha la situazione sotto controllo.

 

Devi capire che per guadagnare con le scommesse, è normalissimo passare attraverso momenti negativi. Le fasi negative ci sono e ci devono essere, altrimenti vorrebbe dire che la nostra strategia non è valida nel lungo periodo, ma è solo casuale.

 

Nella fase negativa, lo scommettitore professionista deve continuare ad investire sulle value bet in maniera costante usando e seguendo certe regole ferree, che non dovrà mai tradire.

 

Value bet: sistema matematico?

 

Come abbiamo visto in altri articoli del blog, i sistemi scommesse validi per poter fare profitto sono le dropping odds, il matched betting e le surebet. Si tratta di sistemi scommesse attendibili ed affidabili poiché si basano su basi matematiche solide.

 

Il problema è che questi sistemi hanno dei limiti o dei rischi, che non li rendono i migliori.

 

In particolare, incontrano queste problematiche:

  • – il matched betting non è un business scalabile. Significa che una volta che abbiamo terminato i bonus di benvenuto, saremo costretti a dover guadagnare solo sugli altri bonus secondari. Tali bonus sono solitamente molto bassi, inferiori ai 10 euro e quindi non potranno mai garantire dei guadagni costanti. In altre parole, non possiamo decidere di investire 10.000 euro per guadagnarne 1.000, ma siamo costretti a seguire le regole imposte dal bookmaker, che ci offrirà bonus da pochi euro.
  • – con le surebet le cose si fanno già diverse, poiché abbiamo la possibilità di investire il capitale che vogliamo ed avere un guadagno matematico. Però anche qui abbiamo delle difficoltà e degli ostacoli notevoli. Ad esempio, il pericolo che la quota cali e che quindi la surebet vada in fumo. Ma ancora peggio, se dovesse succedere invece che il bookmaker decida di limitarci le puntate o bloccarci il conto.

 

E quindi, tra i sistemi scommesse, qual è quello che ci permette di superare questi limiti e farci comunque guadagnare in maniera matematica?

 

Sicuramente sono le value bet.

 

Value bet: il migliore tra i sistemi scommesse

 

E’ fondamentale notare come qualsiasi sia il mercato, uno sharp bookmaker, come ad esempio Pinnacle, ha sempre un’accuratezza superiore al 99%.

 

In altre parole, quando uno sharp bookmaker stima una probabilità e decide una quota, ha quasi sempre ragione.

 

Adesso ti chiederai, cosa c’entra questo con le value bet?

 

C’entra e come, perché se noi riuscissimo a trovare costantemente delle quote che sono maggiori rispetto a quelle offerte ad esempio da Pinnacle, vorrebbe dire che la nostra accuratezza supererebbe il 100%.

 

Cosa significa tutto questo? Che riusciremmo a fare profitto in maniera matematica.

 

Ovviamente tutto questo si rende possibile seguendo questa precisa strategia che prevede di investire soltanto in singola e soltanto su quote che hanno realmente valore.

 

Quote scommesse di valore

 

Ma la cosa più bella sai qual è? Che superiamo i limiti degli altri sistemi scommesse, di cui ti ho parlato prima:

  • – è un business estremamente scalabile: siamo noi a decidere quanto investire. Inoltre, sfruttando l’interesse composto, il nostro bankroll potrà crescere in maniera esponenziale
  • – a differenza delle surebet, non dobbiamo andare a coprire tutti i singoli segni, ma ci basterà andare sulla singola scommessa che ha valore. Questo significa che se la quota è scesa e non c’è più valore, semplicemente eviteremo di puntare, mentre nelle surebet rischiamo una grossa perdita. Ma ancora meglio: se il bookmaker ci limita o ci chiude il conto, semplicemente non investiremo su di lui, ma andremo su un altro bookmaker, senza avere alcun tipo di perdita. Nelle surebet invece, ci sarebbe il forte rischio di perdere davvero tanto denaro.

 

Quindi, come vedi, le value bet sono davvero un sistema che a livello matematico è estremamente profittevole e che ci comporta pochissimi rischi.

 

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